sabato , 12 Giugno 2021
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Libero Alberto Patishtan dopo 13 anni di ingiusta detenzione

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Il presidente Enrique Peña Nieto decretò giovedì l’indulto a favore di Alberto Patishtàn Gomez, attestando che il suo processo fu segnato da violazioni gravi dei diritti umani, come fece notare il titolare della Secretaría de Gobernación, Miguel Ángel Osorio Chong. Subito dopo aver emesso il messaggio, Osorio Chong ordinò a tre funzionari della dipendenza di notificare direttamente a Patishtán la decisione dell’ esecutivo federale, tramite la quale ottenne la sua libertà immediata.
L’indulto fu concesso in base ad un’addizione recente del art. 97 del codice penale federale, che entrò in vigore questo giovedì.
Anche se la costituzione e le leggi di ogni entità prevedevano già questa possibilità, è ,comunque,la prima volta che viene concessa dopo il comprovare l’esistenza delle quattro causali che sono segnalate nel codice penale:
che sono relativi a delitti di ordine federale; che si dimostri che la persona sentenziata non rappresenta un pericolo per la tranquillità e la sicurezza pubblica; che esistano indizi consistenti di violazioni gravi dei diritti umani della persona condannata, e che questa abbia esaurito precedentemente tutti i ricorsi legali nazionali.
Nel caso di Alberto Patishtàn Gomez, che fu condannato a 60 anni di detenzione,il giorno 18 marzo 2002, accusato di aver preso parte all’omicidio di sette poliziotti, fatto che avvenne il 12 giugno del 2000 sulla strada che da Simojovel porta a El Bosque, nei pressi della comunità Las Limas, Chiapas, e questo aveva esaurito tutti i mezzi di impugnazione che permette la legge.
Il presidente della repubblica, spiegò il segretario di governo, ordinò di realizzare uno studio tecnico-giuridico con il proposito di determinare se l’espediente rispettava il parametro di eccezionalità.
Il governo della repubblica, disse, riafferma il compromesso indeclinabile della protezione dei diritti umani, in quanto lo sviluppo pieno dei cittadini si può dare solo quando c’è la certezza della legge e la garanzia del rispetto assoluto della sua integrità. Inoltre il governo manifestò la volontà di rinvigorire le istituzioni della procura di giustizia, specialmente nei casi relazionati con la popolazione più vulnerabile e con gli integranti delle comunità indigene.
Il Messico si trova in un processo di trasformazione nel quale si sono approvate grandi riforme, affermò, come quella del nuovo sistema di giustizia penale e dei diritti umani, così come nuove leggi relative ai ricorsi, alla protezione e all’attenzione verso le vittime.
Promise che il governo continuerà ad implementare la modernizzazione e l’armonizzazione del sistema giuridico affinchè l’operare delle autorità si svolga nel rispetto pieno della dignità umana e dei diritti fondamentali.
Per compiere pienamente la decisione presidenziale, Osorio Chong inviò ,sul luogo dove era detenuto il professor tzotzil, per recargli la notificazione corrispondente, David Arellano, direttore delle questioni giuridiche del governo, Ricardo Sepúlveda, direttore della politica dei diritti umani, e Jorge Márquez, ufficiale maggiore della dipendenza.
Antecedenti storici
In altri casi d’indulto furono rispetto ai lider del movimento studentesco del 1968 detenuti, il governo federale utilizzò la pratica giuridica dell’amnistia con alcune restrizioni, ovvero, che i giovani dovevano lasciare il paese. In altre circostanze, si concesse l’amnistia a guerriglieri incarcerati, negli anni 70.
Un antecedente d’indulto applicato a beneficio di una persona si ebbe negli anni 70, quando il presidente di allora ,Adolfo López Mateos, la concesse al pittore David Alfaro Siqueiros, che era detenuto nel Palazzo Nero di Lecumberri per il delitto di “dissoluzione sociale”, riconoscendo il servizio che la sua opera pittorica aveva recato alla nazione.

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