venerdì , 24 Settembre 2021
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Le nostre idee non si sgomberano! Solidali e complici con il Molino

Fanno un deserto e lo chiamano pace…

La notizia delle sgombero del CSOA Il Molino di Lugano e la sua rapida
demolizione, non è solo un’amara notizia che ci riempie di rabbia. E’
la riprova della bieca cecità delle istituzioni, del potere cosiddetto
politico, del capitale.
Il Molino per noi è sempre stato casa, comunità ribelle, complicità
nel costruire alternative al “mostro” neoliberista.
Per noi, nello specifico, un percorso pluridecennale di lavoro sulle
pratiche dello zapatismo e della solidarietà internazionale dal basso.
Abbiamo visto girare delle foto delle macerie dell’Ex Macello.
Hanno demolito un luogo meraviglioso, un luogo che invece di essere di
distruzione, è sempre stato un laboratorio di creatività allo stato
puro. L’essenza del desiderio di creare un’alternativa alla “barbarie”
del sistema che ci circonda.
Un mulino è proprio questo in fondo. Chi non ha occhi e cuore pulsante
per vedere oltre una struttura fisica, non sa e non potrà mai sapere,
che al suo interno c’è un ingranaggio favoloso, che con il suo lavoro
coordinato e costruttivo lavora per produrre quella farina che
diventerà pane, e quindi, vita.
Per questo principio le loro macerie non possono in alcun modo
sconfiggere quel sogno, che è anche il nostro.
L’ingranaggio sono tutte quelle persone che, nella sua lunga storia,
Il Molino lo hanno attraversato e che oggi, anche se colpite
duramente, rappresentano l’anima di quella pratica che è
l’autogestione.
Tutti quei sorrisi e quei cuori che abbiamo conosciuto durante le
tante “sagre del peperoncino rebelde”. Che abbiamo riconosciuto
complici da subito del nostro sogno comune e collettivo.
Queste macerie ci riempiono di dolore e rabbia, ma anche di certezza
che la meravigliosa storia delle “Molinare” e dei “Molinari” non si
fermerà di fronte allo schifoso deserto che le istituzioni hanno
voluto.

Le compagne ed i compagni della PIRATA

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