mercoledì , 23 maggio 2018
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Il caso di Ayotzinapa: giorno per giorno

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Il 26 settembre scorso, gli studenti della Normal di Ayotzinapa furono aggrediti dalla polizia municipale di Iguala e Cocula; 43 furono detenuti e successivamente consegnati ad integranti del gruppo criminale “Guerreros Unidos”, una scissione del cartello dei Beltràn Leyva. A partire da questo momento, secondo la versione ufficiale, non si sa niente degli studenti della Normal.
Segue una ricapitolazione di tutti gli avvenimenti relazionati al sequestro degli studenti, che ha acceso le proteste a livello nazionale e mondiale.

26 settembre
Gli studenti della Normal di Ayotzinapa presero degli autobus per arrivare a Iguala, dove ne presero altri due, per dirigersi verso la Costa Chica di Guerrero, una parte, e l’altra a Città del Messico per la marcia commemorativa del 2 ottobre.
Invece, già nella città di Iguala, il sindaco José Luis Abarca ordinò alla polizia municipale di detenerli e di chiedere appoggio alla polizia di Cocula (un municipio vicino), supponendo un’azione di boicottaggio dell’atto di ‘informe del gobierno’ di sua moglie María de los Ángeles Pineda.
Nell’accaduto morirono sei persone, tra le quali 3 studenti della Normal, 25 feriti, e 43 scomparsi.

30 settembre
22 poliziotti sono stati tratti in arresto con l’accusa di aver partecipato all’omicidio delle 6 persone a Iguala. Furono trasferiti al ‘centro de reinsercion social'(CERESO) di Las Cruces, in Acapulco, dove subiranno un processo giuridico con l’accusa di omicidio.
Inaky Blanco Cabrera, titolare della Procura Generale di Giustizia (PGJ) di Guerrero, confermò che i fatti di violenza a Iguala, in quel giorno, furono dovuti ad un uso eccessivo della forza da parte dei 22 poliziotti.
Il sindaco di Iguala, José Luis Abarca, chiese una licenza dal suo incarico di 30 giorni per facilitare le investigazioni che sono relative alla polizia municipale, la sollecitudine fu approvata all’unanimità in sede di consiglio.
Fino a questo momento il sindaco e la sua sposa sono latitanti.

1 ottobre
Il governatore Angel Aguirre Rivero annunciò l’emissione di un ordine di presentazione nei confronti del sindaco in licenza di Iguala, José Luis Abarca Velazquez.
“Si è anche presentato lo stesso ordine anche per il segretario di sicurezza pubblica, Felipe Flores”, affermò il funzionario statale.

3 ottobre
L’ organizzazione per le nazioni unite (onu) condannò la scomparsa di 43 studenti. Inoltre qualificò il fatto come uno dei più terribili che si son dati nel tempi recenti.

4 ottobre
Durante la ricerca degli studenti, la procura generale di Guerrero confermò il ritrovamento di 6 fosse clandestine nelle località di Pueblo Viejo e Loma de Coyote, in Iguala (a circa mezz’ora da dove ci fu l’attacco agli studenti della Normal);successivamente si rese noto il ritrovamento di 28 corpi in queste fosse comuni.
La procura generale dello stato prese parte al caso degli studenti della Normal solo dopo 10 giorni dalla loro scomparsa. A partire da questo momento la procura di Guerrero collabora alle investigazioni.

5 ottobre
Il procuratore di Guerrero informò che, basandosi sulle dichiarazioni di due presunti integranti del gruppo criminale, Guerreros Unidos, arrestati, i poliziotti di Iguala hanno consegnato 17 studenti al gruppo malavitoso, i quali furono assassinati in una zona vicina dove furono localizzate delle fosse.
Così, il consiglio nazionale del Partido de revoluciòn democratica (PRD) determinò ad unanime l’espulsione dalle sue file di Abarca, l’ex-sindaco di Iguala, adesso irreperibile.

6 ottobre
11 giorni dopo la scomparsa dei ragazzi, il presidente Enrique Peña Nieto parlò per la prima volta del caso (video). “Come l’intera società messicana, e come presidente della repubblica, sono molto indignato e costernato di fronte alle notizie che si son date durante il fin della settimana,”disse il mandatario federale.
Nello stesso giorno, la Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) sollecitò allo stato messicano di concedere delle misure cautelari per degli studenti della Escuela Rural ‘Raul Isidro Burgos’ di Ayotzinapa.
Nello stesso tempo gli elementi della gendarmeria presero il controllo della sicurezza nel municipio di Iguala, secondo le informazioni del commissario di sicurezza nazionale, Monte Alejandor Rubido.
Murillo Karam afferma che coordinerà le investigazioni per i ragazzi scomparsi.
Il governatore di Guerrero, Angel Aguirre dichiara che ci sono dei mandati di cattura per 22 poliziotti municipali di Iguala.

7 ottobre
L’ organizzazione degli stati americani (OEA) qualificò il crimine, vittime 6 persone nella città di Iguala, come un atto inumano ed assurdo, e chiese al Messico un’investigazione completa e trasparente.
L’ufficio locale dell’ onu sollecitò lo stato messicano per una ricerca effettiva dei giovani scomparsi e di ricostruire tutta la vicenda a partire dal giorno in cui furono colpiti con colpi d’arma da fuoco, il 26 settembre, da elementi della polizia del municipio di Iguala e membri del cartello locale ‘guerreros unidos’, che operavano insieme allo stesso attacco.
La camera dei deputati annunciò la creazione di una commissione speciale che porterà avanti le investigazioni intorno al caso Ayotzinapa.
Gli studenti della Normal de Ayotzinapa protestarono all’interno della procura general di giustizia dello stato, in Chilpancingo, capitale di Guerrero. All’interno tappezzarono le pareti con i ritratti dei compagni scomparsi tra il 26 ed il 27 settembre in Iguala, Guerrero.

8 ottobre
Successivamente alla richiesta di prendere delle misure di protezione per i sopravvissuti ed i familiari dei ragazzi scomparsi di Ayotzinapa, Amnesty International ha emesso otto raccomandazioni nei confronti del governo di Peña Nieto affinchè le autorità governative accelerassero le investigazioni che riguardano il caso dei 43 giovani in Iguala, Guerrero.
Si realizza la prima Giornata di azione nazionale ed internazionale per Ayotzinapa. “Non possiamo permettere una morte in più!”(“Ya no podimos permetir ni un muerto màs”), migliaia di persone con questo slogan sono scese in strada ,in Messico e nel mondo, per gli studenti scomparsi.

9 ottobre
Autorità governative dello stato di Guerrero ebbero un primo incontro con i membri della neonata Commissione Civile per dare impulso e continuazione alla ricerca dei 43 studenti.

10 ottobre
Il procuratore Murillo Karam informò sulla detenzione di altre 4 persone coinvolte nella scomparsa degli studenti della Normal de Ayotzinapa e la localizzazione di altre quattro fosse comuni in Iguala.
I numeri dati dal funzionario federale, in questo momento, consistono in 34 arresti tra cui 26 poliziotti di Iguala, quattro elementi appartenenti al gruppo criminale Guerreros Unidos e i 4 già menzionati nello stesso giorno; 9 fosse comuni clandestine localizzate nel municipio guerrerense dove presumibilmente la polizia assassinò 17 ragazzi.
Murillo Karam affermò che le ricerche nei confronti del sindaco di Iguala, José Luis Abarca, di sua moglie e del segretario di sicurezza pubblica, Felipe Flores, stavano continuando.

13 ottobre
Gli studenti della Scuola Normal di Ayotzinapa incendiarono vari uffici collocati all’interno del palazzo di governo dello stato di Guerrero, così come le installazioni del comune di Chilipango.
Collettivi dell’ UNAM convocano uno sciopero di 48 ore per esigere l’apparizione con vita dei 43 studenti.

14 ottobre
Forze federali arrestarono 14 poliziotti coinvolti in prima persona nella sequestro, nel trasferimento e nella consegna dei 43 studenti della Escuela Normal Rural di Ayotzinapa al gruppo criminale Guerreros Unidos, il 26 settembre scorso, confermarono le autorità della Procuraduría General de la República (PGR), la Comisión Nacional de Seguridad (CNS) e la Agencia de Investigaciones Criminal de la PGR(AIC).
Il procuratore, inoltre, asserì che i 28 corpi rinvenuti nelle prime fosse comuni in Iguale non appartengono agli studenti scomparsi.

16 ottobre
Cresce la mobilitazione studentesca per la scomparsa dei giovani di Ayotzinapa. Le principali università pubbliche del paese albeggiarono con uno sciopero di 48 ore approvato dalle rispettive assemblee studentesche di 30 scuole e facoltà della UNAM, dell’ Universidad Autónoma Metropolitana, della Universidad Pedagógica Nacional e della Universidad Autónoma de Chapingo in “solidarietà” con gli studenti di Ayotzinapa.
Peña Nieto menzionò nuovamente, in un discorso, i giovani scomparsi; afferma che localizzarli è una priorità per lo stato.

17 ottobre
Le forze federali detennero l’uomo considerato il leader maximo del gruppo narcos legato alla scomparsa dei 43 studenti, come annunciò la procura generale della repubblica (PGR).
Sidronio Casarrubias Salgado, segnalato come il capo della organizzazione legata alla scomparsa dei giovani studenti, aggiunse.

Sidronio Casarrubias Salgado , segnalato come leader dell’organizzazione Guerreros Unidos, fu arrestato il giorno prima (il 16) insieme a due suoi collaboratori molto vicini.

I numeri dati nuovamente da Murillo Karam sono : 36 poliziotti dei municipi di Iguala e Cocula sono tratti in arresto, e 17 integranti del crimine organizzato. Nello stesso tempo il funzionario federale affermò il ritrovamento di ulteriori tre fosse comuni in Iguala.
Il sacerdote sostenitore dei diritti delle persone migranti, Alejandro Solalinde, disse che gli studenti sono morti e che alcuni sono stati bruciati vivi, secondo la testimonianza ricevuta da due persone.
“ Erano feriti ed, in questa condizione li bruciarono vivi servendosi di taniche di diesel. Dicono che gli misero della legna sopra, ed alcuni di loro erano vivi ed altri erano morti”, così riferì il sacerdote di 69 anni all’agenzia di notizie Nòvosti.

19 ottobre
Le forze federali prendono il controllo della sicurezza in 13 municipi presumibilmente con infiltrazioni del narcotraffico, disarmando la polizia locale.

20 ottobre
La PGR offrì una ricompensa della cifra di un milione e 500 mila pesos a chi offra delle informazioni veritiere che possa portare alla localizzazione dei 43 studenti.
Un gruppo di 5 persone a volto coperto incendiarono l’edificio dove si trovano gli uffici di “Guerrero Cumple”, il programma assistenzialista centrale della politica del governo di Angel Aguirre Rivero. Gli studenti della Normal negano la partecipazione all’accaduto.
Dopo la riunione con le autorità federali, i familiari dei 43 ragazzi scomparsi,attraverso il loro rappresentante, affermarono di non fidarsi assolutamente delle indagini realizzate e che non si ritenevano soddisfatti in alcun modo degli avanzamenti della procura nelle investigazioni.

22 ottobre
La procura stabilisce una nuova linea di investigazione : riconosce José Luis Abarca e sua moglie Marìa de los Angeles Pineda collusi con il gruppo criminale Guerreros Unidos; inoltre riconosce quest’ultima avente un ruolo principale.
Murillo Karam lo conferma come mandante dell’attacco nei confronti degli studenti della Normal.
I cittadini del Messico e del mondo si unirono al Giorno di Azione Globale per Ayotzinapa. Al concludersi di una manifestazione a Città del Messico partecipata da migliaia di persone, i genitori degli studenti scomparsi,attraverso un loro discorso pubblico , diedero alle autorità due giorni per trovare i loro figli.

23 ottobre
Il governatore Angel Aguirre sollecitò una licenzia dalla sua carica. La sollecitudine del funzionario statale fu “per favorire un clima che ponga la giusta attenzioni nella soluzione, al giorno d’oggi (..)”disse.

24 ottobre
All’alba, il congresso di Guerrero approvò la sollecitudine della licenza di Angel Aguirre.
Studenti di 80 scuole messicane, che formano l’Assemblea Interuniversitaria, convocano la Terza Giornata di Azione Nazionale ed Internazionale per esigere la ricomparsa dei 43 studenti della Normal vivi.

26 ottobre
In questo giorno è passato esattamente un mese dalla scomparsa dei normalisti.
Salvador Ortega Martínez ha prestato giuramento come sostituto governatore di Ángel Aguirre Rivero per concludere il periodo 2014- 2015 . Nel suo primo messaggio assicurò che la priorità del suo mandato sarà l’intensificazione della ricerca dei 43 studenti.
Gli studenti della Scuola Normal Rural di Ayotzinapa bloccarono verso mezzogiorno l’autostrada del Sol, che collega il porto turistico di Acapulco con il centro del paese in entrambi sensi, in protesta al sequestro dei loro 43 compagni di scuola.

27 ottobre
Due degli ultimi arrestati per il caso di Ayotzinapa affermarono di aver ricevuto in consegna un gruppo numeroso di persone che presumibilmente sarebbero stati gli studenti della Normal, informò il procuratore Murillo Karam in una conferenza stampa.
Dopo la prima riunione tra Rogelio Ortega, il quale ha preso il posto di governatore di Guerrero la domenica, ed il presidente Enrique Peña Nieto, fecero una conferenza stampa nella residenza officiale de Los Pinos, entrambi mantennero come priorità principale la ricerca dei ragazzi scomparsi e consegnare ai loro famigliari la documentazione circa le investigazioni attuate.
Il sacerdote Alejandro Solalinde si scusò con le famiglie dei 43 giovani per aver fatto pubbliche le testimonianze che riguardavano i loro cari; inoltre riferì della sua visita il giorno prima alla Scuola Normal Raúl Isidro Burgos de Ayotzinapa, dove gli impedirono di tenere messa.
Voglio esternare la mia più sincera solidarietà con il dolore dei famigliari dei ragazzi della Norma di “#Ayotzinapa, assicurandoli che la mia intenzione non era assolutamente mirata a far più difficile l’esperienza che stanno vivendo. Offro le mie preghiere affinchè la speranza li segua, dandogli forza nella ricerca dei suoi familiari”disse in un comunicato pubblicato nella sua pagina.
Decine di giovani che s’identificarono come studenti della Normal J. Guadalupre Aguilera, occuparono le installazioni di diversi mezzi di comunicazione di Durango.

29 ottobre
I genitori dei 43 studenti scomparsi arrivarono alla residenza officiale de Los Pinos per riunirsi in privato con il presidente Enrique Peña Nieto.
Dopo la riunione, durata all’incirca 5 ore, i genitori dissero di non avere fiducia alcuna nelle investigazioni del governo federale circa la scomparsa dei ragazzi.
Così il governo federale accettò 10 obblighi relativi alla ricerca degli studenti.
Elementi della polizia federale e della gendarmeria nazionale estesero al fiume Cocula la ricerca dei 43 studenti della Normal scomparsi il 26 settembre in Iguala.

31 ottobre
Manifestanti arrivarono a mezzogiorno del venerdì dei 31 ottobre al palazzo del municipio di Acapulco, dopo una marcia nel porto turistico del sud del Messico, per reclamare la ricomparsa dei giovani vivi.

3 Novembre
Un contingente di 43 cittadini rappresentanti di altrettante organizzazioni civili partì da Iguala in un corteo per giungere fino a Città del Messico, reclamando anche loro la presentazione con vita dei ragazzi scomparsi.
Le 43 persone marciarono per 191 km, ognuno in rappresentanza di cadauno degli studenti Escuela Normal Rural Raúl Isidro Burgos di Ayotzinapa.
I familiari dei ragazzi scomparsi denunciarono la notte del lunedì 3 novembre, nella conferenza stampa che i funzionari federali non presentarono nessun progresso nei lavori d’investigazione e di ricerca dei giovani, gli stessi rifiutarono la formazione della Comision Mixta de Seguimiento e Informaciòn relativa al caso degli studenti di Ayotzinapa diretta dalla PGR in Guerrero.

4 novembre
All’alba, poco prima delle quattro, le autorità confermarono l’arresto di Abarca e di sua moglie in una casa a Iztapalapa nel DF. L’operazione si effettuò senza sparatoie, ed in questa parteciparono 20 elementi provenienti da corpi speciali.

5 novembre
Si realizzò la Terza Giornata Globale per Ayotzinapa. Migliaia di persone marciarono a Città del Messico per esigere la liberazione dei ragazzi di Ayotzinapa scomparsi.
Per la stessa richiesta, 115 scuole in tutto il paese iniziarono uno sciopero di 3 giorni.

7 novembre
I familiari dei 43 studenti si riunirono nuovamente con il procuratore Jesùs Murillo Karam in un hangar dell’areoporto di Guerrero.
Dopo la riunione con i genitori dei 43 studenti di Ayotzinapa, il procuratore informò che “le investigazioni puntano all’omicidio di un ampio numero di persone”.
Il funzionario federale asserì che questa conclusione deriva dalle dichiarazioni dei 3 presunti membri dei “ Guerreros Unidos” arrestati, i quali diedero dettagli circa l’assassinio dei ragazzi, i quali furono bruciati ed i resti carbonizzati nascosti in borse di plastica.

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