martedì , 24 ottobre 2017
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I familiari dei 43 irrompono nella caserma e si scontrano con i soldati

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Gli studenti della Normal e i familiari dei 43 studenti scomparsi di Ayotzinapa hanno fatto irruzione nella caserma del 27 battaglione di fanteria per esigere l’apertura di questa base castrense ai membri del Grupo Interdisciplinario de Expertos Independientes (GIEI), della Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH), che investigano al caso.

I manifestanti buttarono giù una barricata, e aprirono l’inferriata dell’ingresso principale, successivamente un soldato cercò di chiudere il passaggio ai manifestanti ma ciò che scaturì fu uno scontro durato 15 minuti.

Almeno un centinaio di soldati in tenuta antisommossa formarono una barriera per impedire il passo verso la caserma e cercarono di soffocare la protesta con il lancio di lacrimogeni.

Lo scontro avvenne verso mezzogiorno. I familiari degli studenti scomparsi si ritirarono in corteo verso lo zocalo di Iguala, gridando slogan verso il governo federale e l’esercito.

I familiari chiedono al governo federale e alle autorità castrensi che sia permesso ai membri della GIEI di interrogare i militari coinvolti alla scomparsa dei 43 ragazzi.

La Secretaría de la Defensa Nacional (Sedena) informò in un comunicato che il concentramento di fronte alla caserma militare furono identificate come studenti della Normal Rural di Ayotzinapa ed i familiari dei giovani studenti scomparsi, i quali lanciarono pietre e botti all’interno dell’installazione militare, buttarono giù le reti dell’ingresso principale senza riuscire ad entrare nell’edificio.

“ Nello scontro non si sono registrate persone ferite e la partecipazione militare fu indirizzata solo alla salvaguardia della caserma stessa, del personale militare e dei loro familiari, l’azione ha seguito il protocollo stabilito nel “Manuale dell’uso della forza” (Manual del Uso de la Fuerza) d’applicazione comune alle tre forze armate e con stretto rispetto dei diritti umani” precisa la versione della Sedena.

Il 29 giugno passato, gli integranti della GIEI denunciarono che fino ad allora non hanno avuto la possibilità d’incontrarsi con elementi del 27esimo battaglione per conoscere le azioni realizzate durante il massacro e la scomparsa dei 43 studenti.

Durante la presentazione del suo quarto informe, gli specialisti contrattati dalla CIDH dichiarano che il governo di Pena Nieto non ha risposto alla richesta di intervista con gli elementi del 27 battaglione di fanteria con sede a Iguala.

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