domenica , 17 dicembre 2017
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[EVENTI] Messico, un paradiso insanguitato

CSOA il Molino, Lugano, martedì 11 luglio 2017.

https://www.inventati.org/molino/11-07-2017-proiezione-film-recuperando-el-paraiso/

ore 19:00: proiezione “Recuperando el Paraíso“, documentario di Rafael Camacho e Josè Arteaga, 2017, 72’, VO spagnolo sott. italiano + breve introduzione sulla situazione politica e sociale del paese / seguirà discussione.

dalle 22.00 notte di Cumbia e Ribellione con:
– “Mañana Me Chanto” (Cile, Argentina, Svizzera e Francia) // cumbia-reggae-ska
– “Anarkia Tropikal” (Cile) // psikocumbiatropical

durante la serata MOJITO BAR REBELDE e a seguire DJ SET cumbia&roll.

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MESSICO UN PARADISO INSANGUINATO

Sparizioni forzate, repressione, assassini, sequestri, corruzione, impunità.
Questa la quotidianità di quello che viene definito il narco-stato messicano. Dall’entrata al governo di Enrique Pena Nieto – che parteciperà dapprima al contestato e blindato G20 di Amburgo e in seguito atteso dal neo presidente francese Macron per ribadire la redditizia e sanguinaria alleanza tra gli stati europei, Svizzera compresa, e il Messico – questo scenario non è cambiato per niente. Anzi. In 10 anni sono stati assassinati 106 i giornalisti (42 dall’arrivo di EPN), si contano ormai più di 30.942 scomparsi, si sono scoperte 855 fosse clandestine e nel solo 2016, 23.000 persone sono state ammazzate nella così detta guerra al narcotraffico. Giornalmente al meno 5 donne sono uccise e solo il 15% di tali crimini è riconosciuto come femminicidio. E mancano sempre i 43 studenti di Ayotzinapa.

Le responsabilità dello Stato federale messicano – ricevuto in pompa magna, lo ricordiamo, pure dal sindaco leghista di Lugano Borradori, durante Poestate di qualche anno fa – sono evidenti e inconfutabili.

Sucede però che, dalle comunità autonome zapatiste in Chiapas alle tante comunità indigene sparse per il paese, dagli studenti ai maestri di tutto il paese, dalle donne autorganizzate ai gruppi femministi e transgender urbani, determinati e vasti processi di autonomia e autodifesa si stanno consolidando sempre più. Recentemente inoltre è stata lanciata la candidatura alle elezioni presidenziali del 2018 di una candidata indigena donna e indipendente da parte del CNI (congresso nazionale indigeno), proprio per scardinare questa situazione di omertà e impunità e per opporsi a gli innumerevoli grandi progetti turistici e infrastrutturali che stanno saccheggiando il paese.

La comunità indigena nahua di Santa María Ostula, costa di Michoacán, è uno di queste esempi. Una comunità autonoma che da anni si organizza e si batte contro il narco stato messicano.

Il documentario indipendente dei registi messicani Rafael Camacho e Josè Arteaga, mostra questa resistenza: dopo aver subito l’espropriazione delle proprie terre da parte dei narcotrafficanti, la comunità decide di autorganizzarsi e si autodifende con le armi per combattere i cartelli della droga che da diversi anni terrorizzavano la loro comunità.

Nel 2014, sull’onda dell’insurrezione armata comunitaria nello stato di Michoacán, gli abitanti esiliati di Ostula costituiscono un gruppo di autodifesa e ritornano alle loro terre, liberandole dai cartelli della droga e iniziano così la ricostruzione di una quotidianità, lavorando la terra che era stata intoccabile per anni.

“Recuperando il paradiso” è uno sguardo interno alla lotta delle comunità indigene, una lotta per la sopravvivenza e la difesa della propria terra in un clima di violenza che caratterizza gran parte del territorio messicano.

 

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