domenica , 25 giugno 2017
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El pan y las rosas

Costruzione di forni e workshop di panetteria

 

Le esigenze delle comunità autonome zapatiste sono molteplici ma la particolarità degli indigeni maya organizzati nell’EZLN è quella di soddisfarle in maniera autorganizzata, avendo come riferimento una struttura civile, politica e militare che hanno creato nel corso di lunghi anni di ribellione.

Infatti dal 1994 il territorio liberato dall’EZLN e’ diviso in una trentina di Municipi Autonomi Ribelli Zapatisti (MAREZ), raccolti in cinque centri amministrativi detti “Caracol” e presieduti da altrettante Giunte di Buon Governo (GBG), in un sistema di rappresentanza politica rotativo e non remunerato. Però la base decisionale di questa organizzazione sociale è la comunità, luogo privilegiato della democrazia radicale (come viene detta in Messico) e della sperimentazione sociale: qui avviene la costruzione di casa di salute, scuole, orti collettivi e cooperative; il tutto realizzato in maniera rigorosamente indipendente dal governo e dai partiti (da cui non ricevono nessun tipo di finanziamento o appoggio).

Costruire un forno e formare un gruppo di panettieri/e può essere parte di questo processo di autorganizzazione dal basso, se questa esigenza è espressa dalla comunità stessa. Infatti non è nostra idea imporre un mezzo di produzione e dei costumi inabituali per la comunità ma, anzi, vorremmo fornire uno strumento utile per l’autonomia di questa. L’obiettivo ultimo della creazione di uno spazio adibito a panetteria e del gruppo che vi partecipa è, quindi, il rafforzamento dell’idea di lavoro collettivo. Non si tratta solo di produrre da sè un cibo che di solito si compra (il “pan dulce” rappresenta, con il caffe’, la cena abituale dei contadini) ma di favorire un processo di aggregazione con un’attività pratica, collettiva e costante. La coesione di un gruppo abituato a lavorare cooperativamente è un valore aggiunto spendibile in qualsiasi altra attività sociale o di resistenza che questo gruppo si trovi ad affrontare.

Infatti i forni e i workshop sono utilizzati dalla Giunta di Buon Governo (de La Realidad e di Morelia, nel nostro caso) come strumenti politici: per esempio, per allargare gli orizzonti pratici dei formatori dei promotori dell’educazione autonoma; per favorire la formazione di cooperative di sole donne o, un altro esempio ancora, per promuovere un’attività economica che copra le spese dell’autogoverno autonomo.

Con sfumature diverse, abbiamo visto che il progetto è riproducibile anche nelle condizioni politiche e culturali delle comunità dell’AMZ di Oaxaca, sempre nell’ottica di favorire l’autorganizzazione.

Il forno di solito si costruisce attraverso una brigata di lavoro con gente dei nostri collettivi e gente della comunità. Al momento ne abbiamo realizzati due, uno nel CIDECI di San Cristobal (per imparare a costruirlo) e un altro nel centro di formazione autonomo zapatista di Santa Maria. Si possono costruire sia con materiali di costruzione, sia con fango, paglia e tecniche naturali però la decisione viene presa in base alle condizioni economiche e ambientali del posto assegnatoci dalla GBG o dall’organizzazione coinvolta. Il progetto di un forno completo ha un costo attorno ai 400 euro.

I workshop di panetteria vengono fatti periodicamente da alcun* compagn* della Pirata in varie comunità della zona de La Realidad o di Oaxaca, fin dal 2010. I posti dove realizzare queste attività di gruppo sono scelti dalla GBG zapatista o dall’organizzazione di riferimento, per assecondare quella logica per cui i soggetti che priorizzano le esigenze e le necessità sono quelli organizzati nella comunità stessa e non gli attori esterni.

La nostra lotta è quindi per nutrici degnamente e, allo stesso tempo, per vivere in libertà e autonomia. Come si gridava negli scioperi operai del secolo scorso: “Il pane e le rose”.

 

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